Perchè Anonet

Anonet è nata nel 2005 grazie nall’opera di alcuni sviluppatori provenienti da un progetto analogo, ora defunto, chiamato MetaNet. Di queste persone, ovviamente, non si conosce né l’identità né, tanto meno, il curriculum. Si sa solo che si tratta di un gruppo di volontari che erano stanchi di come stava evolvendo Internet.

Le ragioni di insoddisfazione nei confronti di Internet sono molte e tutte piuttosto evidenti.

In primo luogo, grazie alla inevitabile associazione tra indirizzo IP e nome dell’utente, su Internet si viene sempre più spesso tracciati. Quasi tutti i governi occidentali si sono lasciati tentare da questa possibilità negli ultimi anni. Dopo l’attacco al World Trade Center, molti governi si sono sentiti addirittura in dovere di sorvegliare la rete in questo modo, quasi che non si potesse organizzare un attentato usando delle normali lettere o delle telefonate.

In secondo luogo, Internet è ormai attentamente sorvegliata anche dagli investigatori delle case editrici musicali e cinematografiche. Come noto, queste aziende non si sono fatte nessuno scrupolo di trascinare in giudizio per violazione del copyright ragazzine di 12 anni, nonnine di 80 e madri di famiglia disoccupate.

Infine, quasi tutti i governi del pianeta stanno facendo passare una lunga serie di leggi e leggine tese unicamente a limitare la possibilità di libera espressione sul World Wide Web.

Insomma, Internet sta diventando sempre più simile ad un grosso centro commerciale, di quelli che hanno sulle porte d’ingresso le scritte: “Vietato fotografare, filmare o registrare. Vietato raccogliere firme. Vietato svolgere qualunque attività non autorizzata.”

Molte persone, invece, sono convinte che Internet dovesse essere una piazza, corrispondente alla Agorà dei nostri antenati ateniesi, cioè un posto in cui ognuno potesse dire e fare ciò che voleva, soggetto solo al giudizio dei passanti.

Di fronte a questa insoddisfazione, molti gruppi hanno iniziato a creare le loro Internet private.

Anonet è una di queste reti. Si tratta di una rete decisamente speciale perchè è ad accesso (quasi) pubblico ed è ben documentata. Le darknet solitamente non sono così. Quasi sempre si viene a conoscenza della loro esistenza solo attraverso uno dei loro membri e si entra a far parte di esse solo su invito. Spesso, le conoscenze tecniche necessarie per entrare a far parte di queste reti sono decisamente sofisticate.

La speranza di noi tutti è che le darknet vengano rese superflue dalla evoluzione in senso “liberale” (in realtà solo più rispettoso dei diritti dei cittadini) delle legislazioni nei nostri paesi. In mancanza di questa evoluzione, le darknet sono destinate a diventare, per forza di cose, uno strumento fondamentale per le comunicazioni e lo scambio di materiali su Internet (ed anche “fuori” da Internet, sul modello delle vecchie BBS). Non c’è da farsi illusioni su questo punto. Esiste una larga percentuale di internauti e di cittadini che non è assolutamente disposta a lasciarsi tracciare, sorvegliare e punire per cose che non possono essere considerate colpe.

Ovviamente, siamo tutti perfettamente consapevoli del fatto che questo vorrà anche dire mettere nelle mani dei veri criminali (pedofili, trafficanti di droga e di organi, terroristi, mafiosi e, più pericolosi di tutti, uomini politici venduti) degli strumenti di una potenza mai vista prima d’ora. Le darknet, infatti, sono per loro stessa natura impenetrabili ed incontrollabili. Non ci vorrà molto prima che la mafia abbandoni i pizzini e si converta a queste reti. Forse lo ha già fatto. Non c’è modo di saperlo.

Noi, cittadini onesti, siamo perfettamente consapevoli di tutto questo. Chi ancora non se ne è reso conto, è il mondo politico, sempre pronto a difendere gli interessi economici delle grandi aziende ed a proteggere i suoi membri dalle critiche non gradite. Questa gente non si rende conto che ogni nuova legge che limita la libertà di espressione dei cittadini, ed ogni nuova legge che protegge gli anacronistici privilegi delle aziende del recording, è un regalo che viene fatto ai veri criminali sotto forma di nuove tecnologie di anonimato e di nuove comunità segrete che nascono sulla rete.

Ovviamente, c’è sempre chi pensa che sia sufficente bruciare il contenitore per bruciare il contenuto. C’è e ci sarà sempre chi pensa che basti vietare la crittografia per impedire l’uso di reti cifrate o che basti bruciare la rete telefonica di un paese per impedire le comunicazioni. A costoro possiamo solo consigliare di visitare la pagina “Alternative” di questo sito e leggere la descrizione di reti come Netsukuku, FON, le vecchie BBS telefoniche, dei sistemi steganografici e via dicendo.

La tecnologia non può essere fermata a suon di leggi. Non può esserlo perchè è mutevole e si adatta velocemente alle nuove realtà. Non solo: non può essere fermata perchè le stesse persone che ne subiscono gli effetti negativi (aziende e politici) hanno bisogno degli stessi strumenti dei loro avversari per portare avanti le loro attività. I più grossi acquirenti di telefoni cifranti sono notoriamente gli uomini politici, che hanno cose ben più serie delle nostre da nascondere. I più grossi utenti di VPN sono le aziende, che le usano per spostare tra le varie sedi materiali ben più scottanti dei nostri file MP3.

Buona fortuna a loro, se vorranno cercare di combattere questo nuovo mondo che avanza con i soliti vecchi strumenti di repressione.

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~ di anonetitalia su 1 aprile 2009.

 
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